Sempre più droni a difesa delle colture

26 / 07 / 2018 • Nuovi prodotti

Ci sono alcuni contesti in cui l'utilizzo dei droni si sta facendo lentamente strada. Uno di questi è la lotta biologica alla piralide del mais.
Per combattere questo dannoso lepidottero si può utilizzare un parassitoide che attacca le uova dell'insetto impedendone la schiusa. Per diffondere in campo questo antagonista naturale molti si stanno affidando ai droni. Le uova di questo antagonista sono infatti contenute in involucri biodegradabili che devono essere dispersi in campo con tempestività quando le condizioni climatiche e le trappole rivelano il periodo di deposizione delle uova di piralide. Il drone (in foto quello della società EGM96) è dotato di un distributore di capsule che rilascia involucri sopra il campo seguendo uno schema di volo prestabilito.

Gli Apr rappresentano un'ottima soluzione perché si evita all'agricoltore di entrare in campo con i trampoli, operazione non sempre possibile, soprattutto dopo abbondanti piogge. Il drone è veloce nell'applicazione e può prendere il volo anche subito dopo un acquazzone.

In futuro certamente vedremo sempre più droni nelle nostre campagne. Una sfida per tutti gli operatori del settore, che avranno il compito di mettere a punto prodotti pensati per questo nuovo tipo di mezzo di applicazione.

FONTE: Agronotizie